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photooftheday #nofilter #igerspescara #igerspadova #zero4 #macinino

Pixilation

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forge#29_art police

È ora di parlare un po’ di Biennale, e non posso non cominciare dal famigerato Padiglione Italiano.

Su questa sorta di quadreria è stato detto di tutto, ma com’è mia abitudine parlerò solo di un lavoro che mi ha particolarmente colpito. Non sono riuscita a capire chi ne è l’autore – d’altronde sfido chiunque ad abbinare autore e opera, tela al terzo piano e scatolone col nome a terra – ma al di là di questo piccolo inconveniente, trovo che il lavoro delle guardie armate sia in assoluto il migliore del Padiglione, e uno dei più riusciti dell’intera Biennale (La Biennale, questo centro sociale per ricchi, come la chiama il mio caro amico Marco, che, assieme a R.W., è uno dei tre-quattro fedeli spettatori della Biennale Musica).

Sia all’ingresso sia all’interno dell’esposizione si aggirano poliziotti con tanto di pistola alla cinta. Avevo già visto anni fa alla Biennale di Praga un’opera simile, ma in quel caso i poliziotti avevano un atteggiamento esageratamente teatrale, erano armati più vistosamente, giravano minacciosi tra la gente e le opere, ti accorgevi subito che era finzione. Il lavoro dell’artista (purtroppo a me ignoto, o ignota) invece è più sottile, più raffinato. Gli agenti hanno un atteggiamento professionale ma rassicurante, passeggiano parlando tra loro di turni e di ferie, danno informazioni sull’uscita o sui servizi. Insomma sembra una situazione del tutto normale, quotidiana, si insinua nella normalità e vi si mimetizza con discrezione. È un’opera che parla del bisogno (indotto?) di sicurezza della gente, delle nostre città che si stanno silenziosamente militarizzando, ma anche dello stereotipo, caro ai ministri e ai direttori dei TG, dei militari italiani dal volto umano. Insomma un’opera complessa e attuale.

La cosa che mi lascia più perplessa non è che la maggior parte dei visitatori non si accorga di una delle migliori opere della mostra, ma che non si stupisca minimamente che in un padiglione della Biennale ci debbano essere delle guardie armate.

Carmen Cano, Venezia 12.08.2011

Vanishing#62_Cinema Altino due

 

 

Vi segnalo un intervento visibile in questi giorni e credo anche per una parte di luglio. È dovuto ad un giovane artista veneto, Alex Bellan, nato ad Adria nel 1981.

Se passate davanti al cinema dopo le 20 e 10 noterete che a intervalli irregolari, l’insegna Altino si accende per segnalare una difficoltà, un disagio, un senso di abbandono e di solitudine. Nella locandina esterna sulla destra è esposto un breve testo, sintetico ed esauriente. Porta la firma di un giovane critico,  Stefano Mazzoni. Ve ne riporto un pasaggio, nella speranza che qualcuno possa incuriosirsi.

…in questo suo ultimo intervento muta la percezione di un luogo senza modificarne l’aspetto esteriore. Il cinema Altino rimane lo stesso, un luogo abbandonato inaccessibile la cui insegna rivolge ai passanti un invito che non è più in grado di soddisfare. (continua…)

Vanishing#61_Cinema Altino

Fra la fine del 2007 e il marzo del 2008 si è vista in città una mostra dedicata all’architetto padovano Quirino De Giorgio, allestita tra il museo civico e le si cinema Altino. Nell’introduzione del catalogo, a firma del sindaco Zanonato e dell’allora assessore alla cultura Monica Balbinot, si dice tra l’altro che l’Altino è stato riaperto per l’occasione per il quale è da sperare possa ritrovarsi un nuovo ruolo sociale…  Passa qualche anno e nessun impegno in tal senso è stato assunto dalla amministrazioni.
Per il momento, anche grazie alle difficoltà di affitto o vendita, dovute per fortuna, (continua…)

Vanishing#60_Commemorazioni 2011

Sventolano i tricolori e avanti con Mameli. Assisto alla retorica dell’unità d’Italia, paradossalmente in accoppiata alla disunione nazionale. È giornaliera la retorica del territorio, in polemica con il territorio altrui: vedi sui profughi, vedi sul nucleare, vedi sulla TAV e in cento altri italioti rigurgiti.
Ora, con il tentativo di approntare un qualche federalismo fiscale, le regioni avranno poteri più forti. Sappiamo bene che nel mondo il federalismo è condiviso come processo di unificazione.
Ma in Italia sarà così? o assisteremo alle solite risse, ai soliti campanilismi opportunistici, alla consueta demagogia a danno del cosiddetto interesse comune? Temo di sì. (continua…)

Vanishing#60_Arrivano i barbari

Riporto una lettera ad un giornale:
Insegno in una scuola primaria, in occasione della festa di fine anno, mi è capitato di assistere a comportamenti dei miei alunni che , in presenza mia e delle mie college, non si sarebbero mai permessi di fare (era una festa in pizzeria): gare di rutti , assalto ad un torta ancora intera con il solo uso della bocca (incitati dalla mamma avvocato) schiamazzi inauditi e imbruttimento del muro della pizzeria con le mani sporche di sugo ( “tanto poi , imbiancheranno” ha detto una mamma architetto). Figli di professionisti, né rom, né extracomunitari.
La scuola none in linea con l’insegnamento dato dalla famiglia, dice il premier.
mi limito a dire: ” Per fortuna “.
Questo sfogo mi sembra esemplare di un modello educativo che proprio la famiglia in partecipazione con gli insegnanti, era riuscita , bene o male a tenere in piedi per lungo tempo.
Che bello essere vecchi!

R.W.

Scotch-Brite® Full Action_Disco 2011

Vanishing#59_Cinema come educazione sentimentale

Non puoi vedere un film ogni tanto.
Anche lo sguardo, come l’intelligenza vanno allenati.
Pena lo svanimento.

R.W.

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