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Forge#1_riverbero

…nella sala successiva, accanto ad una natura morta di Pieter Gerritsz van Roestraten, c’è una tela di media grandezza, sarà un metro e mezzo per ottanta, che raffigura un interno di una casa contadina, presumibilmente olandese. L’autore è Paulus van Delft (Utrecht 1587- Amsterdam 1656).  La scena è di quelle di ordinaria quotidianità, si vedono dei commensali attorno ad una grande tavola priva di tovaglia, apparecchiata in modo frugale, sulla quale, unico indizio di opulenza, troneggia una grande brocca di vino rosso finemente lavorata alla base carica di riflessi e trasparenze, resa con accuratezza come solo i pittori fiamminghi del seicento sanno dipingere.
Due commensali, due uomini piuttosto avanti con l’età ed evidentemente ebbri, dormono beatamente con la testa sprofondata tra le braccia conserte poggiate sul tavolo. Nella loro spossatezza c’è tutta la fatica del giorno trascorso nei campi.
Un giovane uomo sta mangiando con avidità, presumibilmente dettata dalla fame, una sorta di minestra di legumi.
Un quarto personaggio, di spalle, sta spezzando una grossa e rustica pagnotta.
Due donne stanno in piedi al di là della tavola e sembrano giocare con tre bambini.
Una di loro ha la testa girata, in una torsione esagerata, come si fosse voltata di scatto, e guarda dietro di lei verso un punto della stanza che non appare nell’inquadratura. Ha lo sguardo terrorizzato.
Questo sguardo, che è la sola cosa dissonante nell’atmosfera un po’ sonnacchiosa e rilassata che rimanda alla dura giornata di lavoro,  lo si nota solo in un secondo tempo essendo la figura in secondo piano, mi spinge a cercare di capire cosa succede nella parte della stanza non inquadrata. Non trovo indizi e passo oltre.
Al bookshop della Gemaldegalerie scorro le cartoline, è una mia abitudine, e mi soffermo su quelle che riproducono un particolare di un quadro, non so perchè ma mi sono sempre piaciute. In una di queste un orribile nano, una sorta di orco, dipinto nel riflesso di una brocca di vino rosso, con un sesso gigantesco che gli esce dai pantaloni sbottonati, sta tenendo per mano una ragazzina.

Carmen Cano, Berlino 28.02.2010

 

1 comment to “Forge#1_riverbero”

  • Gabry, 7 marzo 2010 at 20:44
    Dove trovo altre informazioni riguardo l'opera? Grazie

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