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	<title>Macinino™ &#187; post mortemMacinino™</title>
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		<title>Vanishing#68_Premio Talpa d’Oro 2011 – Quinta parte</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enoch</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Con Agosto si chiude la stagione cinematografica 2010/2011. Quali i migliori film dell’anno? Qual tra gli annusati vincerà la Talpa d’Oro? Qui la prima parte, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta. Porco rosso: Realizzato nel 1992 dal grande autore del cinema d’animazione Hayao Miyazaki, arriva nelle nostre sale solo ora, in pratica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.macinino.com/vanishing/premio-talpa-d%e2%80%99oro-2011-%e2%80%93-quinta-parte/attachment/5_1/" rel="attachment wp-att-5085"><img class="aligncenter size-large wp-image-5085" title="Vanishing68_Premio Talpa d’Oro 2011_macinino" src="http://www.macinino.com/wp-content/uploads/2011/10/5_1-500x235.jpg" alt="" width="500" height="235" /></a>
Con Agosto si chiude la stagione cinematografica 2010/2011. Quali i migliori film dell’anno? Qual tra gli annusati vincerà la Talpa d’Oro?
<a href="http://www.macinino.com/vanishing/premio-talpa-doro-2011-prima-parte/" target="_blank">Qui la prima parte</a>, <a href="http://www.macinino.com/vanishing/premio-talpa-doro-2011-seconda-parte/" target="_blank">qui la seconda</a>, <a href="http://www.macinino.com/vanishing/vanishing66_premio-talpa-d%e2%80%99oro-2011-%e2%80%93-terza-parte/" target="_blank">qui la terza</a>, <a href="http://www.macinino.com/vanishing/vanishing67_premio-talpa-d%E2%80%99oro-2011-%E2%80%93-quarta-parte">qui la quarta</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0104652/" target="_blank">Porco rosso</a></strong></span>:
Realizzato nel 1992 dal grande autore del cinema d’animazione Hayao Miyazaki, arriva nelle nostre sale solo ora, in pratica 18 anni dopo la prima volta. Metafora di un paese culturalmente distratto. E pensare che di fatto è un film “italiano” ambientato fra le due guerre. Elegante, ironico, raffinato, a prova di intelligenza, questo geniale cartone a cui il tempo nulla ha tolto anzi, se possibile ne avrà aggiunto. Il regista e il suo Studio Ghibli raccontano di un aviatore, ex militare dell’esercito italiano trasformatosi in porco dopo un incidente nella prima guerra mondiale. Il perché e il per come, giustamente, non ci viene spiegato.
Porco Rosso (il monoplano su cui vola è dipinto di rosso) alias Marco Pagot (omaggio ad una dinastia di disegnatori italiani) è in costante conflitto sia coni pirati dell’aria che con i fascisti. Arriverà alla sfida finale contro l’americano Curtis.
Qualcuno ha rilevato che lo stile di Porco Rosso ricorda quello di certi eroi malinconici e disillusi alla Bogart o alla Mitchum con i loro amori mai concretizzati, come nel caso, quello per la dolce ed elegante Gina. Le buone battute si sprecano: le ragazzine rapite dai pirati, invece di scappare chiedono “voi siete i cattivi”?
Da grandi saranno le signorine che informate dell’arrivo dei turchi, invece di scappare chiedono “quando cominciano gli stupri?” (Carmelo Bene).
Benvenuto Miyazaki, speriamo che il prossimo non giunga fra 18 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt1588895/" target="_blank">Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti</a></strong></span>:
113 minuti non facili da seguire, ma forse anche per questo più affascinanti, sono quelli della Palma d’Oro a Cannes, Apichatpong  Weerasethakul.
Pare, che nell’ambiente cinematografico nessuno riesca a memorizzare il suo nome, per cui sarebbe conosciuto come il “regista thailandese”. Quarantaduenne, formatosi negli Stati Uniti, è sicuramente tra i più anticonformisti della sua generazione. Lo spettatore pigro lo eviti.
Il giovane Tong va a fare visita al suocero Boonmee, molto malato. Poco è il tempo che gli resta da vivere. La vita, la morte, i ricordi, la famiglia si rincorrono fra fantasmi, creature scimmiesche e principesse dal volto sfigurato. Non dimenticabile la scena in cui, per l’appunto la principessa fa l’amore con un grosso pesce.
In un’intervista, il regista sostiene essere il cinema uno strumento ideale per demolire i recinti della coscienza e i confini fra passato, presente e futuro.
Lui ci riesce benissimo!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt1714886/" target="_blank">Post Mortem</a></strong></span>:
Chi ha visto il precedente Tony Manero, avrà avuto modo di intuire le straordinarie possibilità di Pablo Larrain, giovane regista cileno.
È a questo film che la giuria, unanimemente, consegna la <strong>Talpa d’Oro 2010/2011</strong>.
L’attore feticcio Alfredo Castro, serve da par suo un Larrain che ci costringe, lo si voglia o no, a riflettere sulla codardia umana. Qui è il caso dei cileni a chiudere gli occhi, ma può ben andare anche per noi italioti, sia per il non mai abbastanza indagato passato e sia per un presente vergognoso.
Ambientato nei giorni in cui il paese uccideva il suo sogno trasferendolo all’obitorio, il meschino protagonista insegue la sua ossessione amorosa travolto dal desiderio di possesso.
Storia ed individualismo si intersecano. In sala si sente la puzza di morte.
Come altre volte, la trama preferisco non raccontarvela. Se non siete spettatori passivi, in seguito, è un film che potreste anche incontrare in qualche cineforum. Meno male che ha trovato subito distribuzione dopo Venezia. A proposito, la giuria dov’era?</p>
<p style="text-align: justify;">A chiusura, due, dati i protagonisti, le delusioni della stagione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt1212419/" target="_blank">Hereafter</a></strong></span>:
Clint funziona alla grande quando la vicenda è bianca o nera. Gli sono congeniali il buono e il cattivo, quando inciampa nel grigio, allora rischia. Qui parte bene, per perdersi poco dopo. L’intreccio non regge, non si sviluppa, si sfilaccia, promette ma non mantiene.
Qualcuno ricorda Babel di Alejandro González Iñárritu? Ecco, quello funzionava.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0478304/" target="_blank">The tree of life</a></strong></span>:
Palma d’Oro a Cannes 2011. Per dirla alla Segnocinema, mi spiace, ma non “l’ho sentito”. Non mi convince questo girare attorno ai personaggi senza riuscire a raccontare una storia che possa emozionarmi. Meno ancora le presunzioni estetiche e filosofiche che in molti hanno voluto rilevare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno è andata.
Se non sarò svanito o peggio, ci sentiamo per il consuntivo 2011/2012, ad agosto 2012 con il premio la Talpa. Dissolvenza.</p>
R.W.]]></content:encoded>
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