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Vanishing#86_Librerie

Qualcuno in questi giorni, durante la visione di “Midnight in Paris” di Woody Allen, film affascinante e straordinariamente fotografato da Darius Khondji, una specie di Bellotto contemporaneo, avrà notato una inquadratura della mitica libreria “Shakespeare and Company“.
Negli stessi giorni, la stampa dava la notizia della morte di George Whitman, il suo fondatore. Aveva 98 anni. Si dice che il libraio americano abbia continuato a leggere tutti i giorni fino all’ultimo, assieme alla figlia, al cane, al gatto e agli amici. La leggenda vuole il suo motto fosse: “un libro al giorno”. Nel suo caso, data l’età, si potrebbe aggiungere, parafrasando la mela, “toglie il medico di torno”.
Whitman, aveva aperto la sua libreria a Parigi nel 1951 con il nome “Le Mistral”, in omaggio alla fidanzata dell’epoca. Shakespeare and Company, era invece quello di un’altra libreria, quella di Sylvia Beach, nota per avere pubblicato la prima edizione dell’Ulisse di Joyce nel 1922. Ven’anni dopo, nel 1941, si vide costretta a chiudere i battenti dopo il rifiuto di vendere l’ultimo esemplare di Finnegaus Wake ad un ufficiale nazista.
Sarà vero? Sarà leggenda? Non sono in grado di rispondere.
Invece, è sicuramente vero che quando nel 1962 morì, lasciò in eredità a Whitman alcune casse di libri, il marchio del negozio e il nome per la figlia. La libreria diventa il punto di riferimento per la cultura anglosassone a Parigi, ed è amatissima dalla cosidetta Beat Generation.
L’americano, usava anche ospitare al terzo piano giovani squattrinati amanti della letteratura più o meno di passaggio. Ce lo ricorda uno di questi, Riccardo Antoniani ricercatore che vive a Parigi. Ci dice che il motto del rifugio letterario a due passi dalla Senna è una frase di Yeats: “Sii gentile con gli sconosciuti, perchè potrebbero essere angeli nascosti”. Era gentile perfino con i ladri, continua; ogni tanto si scopriva qualcuno che rubava i libri, lui non ne ha mai denunciato uno. Diceva che non voleva mandarli in prigione, a imparare a rapinare davvero.
Una buona notizia è quella che Shakespeare and Company non svanirà e continuerà a vivere grazie a Sylvia Beach Whitman, sua figlia.

Se andate a Parigi, fate un salto a trovarla al 37 rue de la Bûcherie.

R.W.

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